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Il litorale tra Messina e Taormina si
articola in imponenti falesie a picco
sul mare, scogliere e insenature, che
offrono scorci di incomparabile
bellezza, come quello creato dalla baia
di Isola Bella, di fronte a Taormina. La
pianta di quest’ultima è assai
singolare: più stretta al centro, si
dispiega come una farfalla dalle ali
aperte, posata su una rupe a picco sul
mare.
Il suo monumento più rilevante è il
Teatro Antico, di età ellenistica, poi
ristrutturato e ampliato dai Romani:
occupa l’estrema propaggine est del
paese, in un luogo dal quale si gode un
panorama bellissimo sulla baia di Naxos,
le coste calabre e l’Etna.
Da qui si arriva facilmente fino a
palazzo Corvaja, il più importante
edificio medievale cittadino; le
trasformazioni e i rifacimenti apportati
a più riprese nel corso delle varie
dominazioni spiegano l’eterogeneità
dell’insieme, che presenta elementi
arabi, gotici e normanni.
Ospita il Museo Etnoantropologico, che
espone oggetti dell’arte e della
tradizione popolare dal XVI al XIX
secolo. Nelle immediate vicinanze si
trova un’altra gemma del patrimonio
archeologico di Taormina: è l’Odeon,
unteatro di età imperiale che riproduce
su scala minore l’architettura di quello
principale.
Paralleli a corso Umberto sono i resti
delle Naumachie: un robusto muraglione
ornato di nicchie, in origine contenenti
statue di divinità ed eroi, che doveva
consolidare il terrapieno a monte in
vista della costruzione di una grande
cisterna.
Con le sue balconate, i portici e gli
elementi decorativi di gusto barocco,
corso Umberto porta alla Cattedrale,
caratterizzata da una struttura a croce
latina con tre navate.
Prosegue poi fino a porta Catania, nei
cui pressi si trova il palazzo del Duca
di Santo Stefano: costruito tra la fine
del 1300 e gli inizi del 1400 in stile
arabo-normanno, è un edificio a tre
piani dove sono esposte le opere dello
scultore siciliano Giuseppe Mazzullo
(1913-1988).
Più a sud è il lussuoso albergo San
Domenico, antico convento dei
domenicani, iniziato nel 1374, che è
stato poi trasformato. Nella parte ovest
del borgo si trova anche la Badia
Vecchia, che oggi ospita il Museo
Archeologico. Non lontano sorge la Torre
dell’Orologio, ricostruita nel 1679 sui
ruderi di quella precedente (XII secolo)
e rasa al suolo durante l’invasione
francese. Completano la visita le
chiesedi San Pancrazio e San Giuseppe. |